lunedì 9 marzo 2009

L'eco di porcellana 1

La prima volta che ho pensato di farlo, ho avuto un orgasmo.
Ma si sa, quando una persona si mette in testa una cosa, fino a quando non la fa non si da pace.
E quindi, ecco l'idea:

INFILARE LA TESTA NELLA TAZZA DEL CESSO

Ok, detta così sembra una cosa schifosa.
In effetti lo è.
Ma proprio perché è schifosa mi piace.
Dato che, in un giorno normale, in un momento normale, insomma, in condizioni normali nemmeno minimamente mi sognerei di fare una cosa tanto disgustosa, allora... mi piace!!!

Ed eccomi qui, con il mio immancabile camice marrone.
Per l'occasione, ho anche comprato una cuffia da bagno, quelle che vendono al supermercato per la piscina. Nera, in latex.
Non voglio correre il rischio di sporcarmi i capelli (già, pigrizia...).

Dicevo, eccomi qui.
In ginocchio, davanti alla tazza del cesso.
Il cazzo in mano, eccitato.
(Ehi, la tazza è pulita, per la cronaca.)
Piano piano mi avvicino.
La testa entra nella tazza.
Non posso crederci che lo stia facendo davvero!!!
Ok, ho superato il bordo, piano mi spingo più in basso, solo pochissimi centimetri dall'acqua.
Sapete la cosa più strana?
L'eco.
L'eco del mio respiro affannato mentre, con la testa sprofondata, mi masturbo.
Che goduria!
Lì, la porcellana che mi circonda, il respiro che mi ritorna amplificato alle orecchie.
Vengo!


Nessun commento:

Posta un commento