venerdì 27 febbraio 2009

La prima volta 3

Ho preso confidenza con la procedura.
Un po' meno con la merda.
La pipì qualche sorso, ma non come se fosse acqua!
Anche perché, insomma, se fosse come acqua, che gusto ci sarebbe? :)

Nel tempo, di tanto in tanto, quando la voglia si fa sentire in modo incontrollabile, mi metto il mio camice marrone e mi sistemo in bagno.

Questa volta voglio osare un po' di più.
Il solito stronzo sul piatto di plastica.
La consistenza è buona, anche se il colore un po' troppo scuro.
Ma questo passa il mio intestino.

Mi stendo per terra, con la testa vicino al WC, come in una comunione di intenti.
Poi, eccitato da morire, prendo il pezzo di merda con una mano e me lo metto tra le labbra.
Eccomi.
Sono disteso per terra con uno stronzo tra le labbra.
Come se avessi sopra di me un Padrone che ha depositato la Sua Merda sulla mia bocca.
Che bello!
Posso sentire l'odore, posso sentire il sapore, allungo la lingua.
Un primo conato di vomito, riprendo con le dita lo stronzo.
Riprendo fiato.
Ok.
Riposiziono lo stronzo.
Mentalmente la situazione è spettacolare.
Fisicamente un po' meno.
Faccio leva sulla mia parte mentale e apro la bocca, facendo scendere lo stronzo in bocca.
Reprimo un conato.
Ho la merda tutta in bocca, la sento con la lingua, inizia a sciogliersi.
Resisto, mi concentro sulla parte eccitante dei miei pensieri.
Mi masturbo e, nell'eccitazione non resisto e mordo, schiaccio la merda.
La bocca si riempie e immediatamente un conato, forte, di vomito.

Mi alzo al volo, lavandino.
Mi pulisco per bene, mi sento sporco, dentro. Un po' colpevole.
Certo, sono proprio forti certi taboo...


mercoledì 25 febbraio 2009

La prima volta 2

Si sa, quando uno è un pervertito, per quanto si possa negare, rimandare, pensare ad altro... prima o poi si ritorna sulla "cattiva strada"!
Ehi, "cattiva strada" è tra virgolette! Mai e poi mai cambierei me stesso con un vanillissimo sesso vanilla!
Torniamo a noi.

Mi preparo e ripercorro tutte le difficoltà, fino ad avere un piatto di plastica con uno stronzo sopra ed un bicchiere pieno a metà di piscio.
Io, in ginocchio, eccitato davanti al WC. E davanti al pranzo!

In un misto di eccitazione, disgusto, paura, voglia... mi avvicino e con la lingua tocco la merda.
Mi ritiro immediatamente.
Ci riprovo.
Mi ritiro.
Vorrei descrivere, ma sicuramente chi di voi ha provato, sa cosa si sente con la punta della lingua.
Se proprio devo, direi che la cosa più strana è la mancanza di sapore. Ti aspetti chissà cosa, forse per via dell'odore fortissimo, e invece senti molto poco.
Ci riprovo.
Questa volta stacco un piccolissimo pezzetto, un morso minuscolo, lo passo in bocca e immediatamente ho un conato di vomito.
Volo al lavandino, dove mi sciacquo a lungo la bocca.

Ok, ho fatto un nuovo passo avanti.
Piano piano.
La prossima volta andrà meglio.

lunedì 23 febbraio 2009

La prima volta 1

Ok, c'è la voglia.
C'è la fantasia.
C'è la perversione.
Però la realtà è un'altra cosa.
Ok, è scontato, è banale.

Mi preparo, solo in casa.
L'immancabile camice marrone.
Un piatto di plastica.
Un bicchiere di plastica.
Avete già capito, vero?

In bagno, la prima difficoltà.
Il cazzo ritto, non riesco a pisciare nel bicchiere.
Con calma, pensando ad altro, riolvo il problema.
Bicchiere pieno a metà (sono ottimista, non vedo mail il bicchiere mezzo vuoto!). Caldo! Che strano effetto!

Seconda difficoltà.
Non riesco a cacare.
Le provo di tutte:
accucciato col piatto per terra
appoggiando il piatto dentro al wc
appoggiando il piatto nel bidet
Ecco, quest'ultima soluzione dà un buon frutto!
Che strano effetto vedere uno stronzo su un piatto!

Appoggio tutto quanto per terra, sempre in bagno.
Mi piace il bagno.
L'idea che sono qui, in ginocchio, vicino al WC.
L'idea che sono qui e che tra poco mangerò la mia merda e berrò il mio piscio.
Avete idea l'eccitazione?
Ci sareste riusciti, voi, a non mastirbarvi?
Io no!
E infatti, vengo, meravigliosamente, incontenibilmente!

Pulisco tutto, butto via tutto, un po' schifato, chiedendomi cosa mi stesse passando per la testa...



venerdì 20 febbraio 2009

Il Camice Marrone 3

Il camice marrone era nascosto nella busta di plastica.
Quando ero solo, lo prendevo, lo indossavo e...
Il camice marrone era sporco.
Ogni volta che potevo, lo usavo per sborrarci sopra.
In realtà non lo facevo apposta, semplicemente era diventato un rito: quando mi masturbavo indossavo il camice marrone e, al momento dell'orgasmo, succedeva che parte dello sperma lo sporcasse.
Ormai il camice marrone era sporco e non mi preoccupavo più di sporcarlo o meno.
A volte lo indossavo mentre, davanti al computer, cercavo storie zozze su Internet, o fotografie perverse, o filmati BDSM. Lo sapete quanto si suda sul culo quando siamo eccitati?
Il camice marrone iniziava a puzzare, nella sua busta di plastica. Lo sperma rappreso creava una certa rigidità del tessuto, sul davanti. La parte a contatto con il culo aveva un caratteristico aroma muschiato (ehi, so che molti di voi lo conoscono bene!), e il tipico odore di sudore eccitato sotto le ascelle.
Insomma, quando riponevo il camice marrone nella sua busta di plastica ero schifato. Ma quando lo riprendevo, mmm.... che meravigliosa schifezza!
Da allora il camice marrone è un amico fidato, mille esperienze, mille orgasmi e goduriose perversioni. E soprattutto, non l'ho mai lavato!

giovedì 19 febbraio 2009

Il Camice Marrone 2

Solo in casa.
Nudo.
Indosso il mio camice marrone.
Lo abbottono, assaporando la sensazione del nylon sulla pelle.
Mi guardo allo specchio, il tessuto che segue le linee del corpo.
Mi tocco, il cazzo bello turgido, che fuoriesce tra un bottone e l'altro.
Solo pochi attimi e scoppio, schizzando lo sperma fin sotto al colletto.
Riprendo fiato, mi tolgo il camice, adesso mi fa schifo, tutto sporco.
Lo infilo in una busta di plastica e mi faccio una doccia.
Soddisfatto.

mercoledì 18 febbraio 2009

Il Camice Marrone 1

Ho pensato al titolo da dare al Blog.
Pensavo a qualcosa di più evocativo, tipo:

Schiavo Cesso

Lecca WC

MangiaMerda

Cesso Umano

Da Umiliare

Insomma, pensavo a qualcosa di facile, di visivo, qualcosa autoesplicativo!
Poi ho iniziato a pensare a quello che ho vissuto, alle esperienze fatte, alla parte perversa e nascosta di me. Insomma, ragazzi, se deve essere un Blog perché non essere onesti e scrivere la parte più segreta di me stesso?
Voglio dire, in fin dei conti scrivo i cazzi più intimi di me stesso, e li scrivo solo a qualche milione di persone, no? Posso pure essere me stesso, no?
E così, eccomi qui a spiegare il significato del titolo del Blog.

Il Camice Marrone

Vi ho già detto che sono un pervertito?
E che mi disgustano/eccitano le cose più schifose?
E che mi imbarazzano/stimolano le cose più strane?
Continuate a leggere, amici, e capirete meglio!

Tra le tante stranezze del mio essere, ce n'è una particolare.
Quando vado a fare la spesa, o sono al mercato per fare qualche compera, o ad un grande magazzino... insomma, in giro, mi cadono sempre gli occhi sui commessi che indossano una divisa, una uniforme. Non mi riferisco a quelle militari&company, ma a quelle che indossano gli inservienti, i commessi...
Vedere una persona con indosso un camice da lavoro mi eccita. Lo trovo strano, esporsi al pubblico indossando una uniforme che, diciamoci la verità, spesso è stranamente umiliante! Per esempio, colori appariscenti, oppure con bordature in contrasto come a gridare "Ehi, guardatemi, sono qui", o con bottoni grandi e inutilmente numerosi.
Insomma, ok, ho un fetish per i camici da lavoro. Li trovo incredibili! Non so se riuscirei mai ad indossarne uno pubblicamente. Per (s)fortuna, non faccio un lavoro che ne richieda l'uso. Però spesso mi sono chiesto come sarebbe, chissà che prima o poi...

Ma torniamo al titolo del Blog.
Grande Magazzino.
Cesta con scampoli e... camici.
Tiro fuori due o tre camici, taglia molto piccola.
Ne trovo uno taglia 44, la più alta.
Marrone.
Poliestere, tipo nylon.
Doppia abbottonatura davanti, due file da 4 bottoni.
Polsini con bottone.
Martinagala posteriore, fissata con 2 bottoni.
Lo compro.


martedì 17 febbraio 2009

Chi sono?

Eccomi qua, a scrivere di me stesso, della sua parte più nascosta e perversa!
Sì.
Sono un pervertito.
Ho scoperto di essere un amante del BDSM.
Non solo.
Ho scoperto che mi piace la parte più mentale, psicologica, anzi, come leggo spesso negli annunci, "celebrale" :)
Non che disdegni quella fisica, le sensazioni che la pelle trasmette, gli impulsi che le mucose inviano al cervello: dolore, piacere, aromi, sensazioni...
E ho scoperto che, di tutte queste sensazioni, c'è una in particolare che mi colpisce come una scarica elettrica, che mi stordisce, che mi disorienta, che mi fa eccitare come un ossesso!
Umiliazione.
Degradazione.
E' qualcosa legato a questo. Ma non solo.
Ho una insana attrazione per tutto ciò che è schifoso.
Puzzolente.
Disgustoso.
Ripugnante.
Avete presente quando vedete qualcosa che vi fa storcere la bocca? Qualcosa che vi fa pensare "Meno male che non devo toccarlo..."
Ecco, a me quello eccita.
Anzi, sarò più preciso. Mi disgusta.
Anche a me fa schifo, in condizioni normali. 
E più mi schifa in condizioni normali, più mi eccita nel mio ruolo di schiavo.
Sì, perché parlando in termini BDSM sono uno schiavo. Feticista.